. Nazi Lauck NSDAP/AO Italiana Bollettino Novitas NS 101 . . .

Nazi Lauck NSDAP/AO

Bollettino Novità NS

della NSDAP/AO - Internet-Edizione italiana

Numero 101/10 Autunno 1999 (110)

L’abbonamento a Bollettino Novità NS è di 60.000 lira per 12 numeri. Tutte le maggiori valute europee sono accettate. Verrà pubblicato su base irregolare. (Le varie edizioni possono apparire in differenti periodi e il loro contenuto pu6 variare.) Se possibile, corrispondere in tedesco o inglese per una veloce risposta.

Volontari sono attualmente cercati in varie nazioni. La conoscenza del tedesco o dell-inglese può venire utile per la traduzione di una pubblicazione della NSDAP/AO su base regolare.

La NSDAP/AO pubblica dieci giornali. Su richiesta sarà mandata una copia di uno di questi giornali. (Ogni giornale contiene un elenco di libri, bandiere, spille, fascie da braccio, cassette, posters e vario materiale di propaganda ecc.) per contatti: NSDAP/AO, P.O. Box 6414, Lincoln, NE 68506 USA.

La production aumenta !

Il nuovo formato del Bollettino Notizie NS – che esce in nove lingue come integrazione dei giornali NSDAP/AO in formato tabloid – arriva a tirature di anno in anno maggiori. Ora viene anche offerto in CD-rom per permettere in tutto il mondo una produzione con stampanti laser o su internet.

I nostri camerati ungheresi hanno reso possibile questo avanzamento donandoci una grande stampante laser. Grazie camerati!

Insieme siamo forti !

Amici dappertutto…

Caro Sig. Lauck:

le invio assieme alla lettera un distintivo e un berretto, entrambi con lo stemma della polizia di Amburgo. Questo mio regalo non lo intenda come un sarcasmo. E’ mia intenzione mostrarle che non tutti gli agenti di polizia qui approvano il suo trattamento da parte del cosiddetto regime democratico. Spero che questi oggetti trovino un posto d’onore nel suo alloggio.

Nessuna meraviglia se il regime di Bonn sta diventando sempre più repressivo – esso ha paura! Non può contare sui suoi cittadini e nemmeno sulla sua polizia. Il suo decadimento è solo una questione di tempo.

A sinistra: Gerhard Lauck venne rapito in Danimarca il 20 marzo 1995, illegalmente estradato in Germania, e colà imprigionato fino al 23 marzo 1999. Ha trascorso quattro anni in sei differenti prigioni europee – solamente per aver pubblicato il giornale NS KAMPFRUF in America! Le misure illegali senza precedenti adottate dal nemico mostrano chiaramente che essi temono il NSDAP/AO.

Controffensiva legale !

Il governo federale USA ha fatto un enorme passo falso nel dichiarare Gerhard Lauck un "criminale condannato", unicamente sulla base della sua cosiddetta "condanna" in Germania – per aver legalmente pubblicato un giornale in America!!!

La più importante (e ben finanziata) organizzazione per i diritti civili negli Stati Uniti, l’ American Civil Liberties Union (ACLU), sta fornendo a Gerhard Lauck rappresentanza legale.

Questa è una grande vittoria strategica! Senza un tale tipo di supporto, sarebbe quasi impossibile finanziare la battaglia legale

"Io rifiuto di essere criminalizzato per aver usato la libertà di parola, specialmente da parte del mio cosiddetto governo", ha dichiarato Lauck.

Le nostre possibilità di successo sono molto buone. Sia il sistema legale americano che la mentalità americana sono dalla nostra parte. Perfino i grossi media (!) hanno espresso riserve per l’oltraggioso attacco governativo contro il Primo Emendamento.

Avvocati di entrambe le parti ammettono apertamente che questo caso potrebbe andare fino in fondo alla Suprema Corte statunitense. QUESTO E’ ESATTAMENTE CIO’ CHE VOGLIAMO!!!

Nel processo, la tirannia dei due governi americano e tedesco verrà efficacemente denunziata. Ai sequestratori di Lauck e alle loro coorti qua e all’estero verrà pure dedicata considerevole attenzione.

Si stanno pianificando azioni politiche per massimizzare l’impatto.

Come ho trascorso le vacanze

Mentre navigavo per internet trovai un annuncio del NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschland) di per un raduno di protesta a Colonia contro la "mostra" di Reemtsma che sta diffamando l’esercito tedesco! (Ovunque questo circo demenziale metta le tende, l’NPD organizza picchetti di protesta conquistando molta simpatia da parte del pubblico).

Dunque, avendo un po’ di tempo libero decisi di mettere il cane nel canile per il week-end, presi un volo economico e mi recai là a portare il mio supporto all’iniziativa.

Nessun caro ucciso?

Perché mai dovevo prender parte a un raduno in Germania, se ero inglese?

Mio padre partecipò come volontario contro la Germania nel 1914. Faceva parte di tredici fratelli tutti volontari. Tutti gli altri dodici furono uccisi in servizio attivo nell’esercito o nella marina britannici.

Mio padre partì volontario in marina nel 1939, ma fu respinto per non avere ancora l’età prescritta. Entrò nell’esercito nel 1940 il giorno del suo diciottesimo compleanno, esattamente il primo giorno in cui poteva iscriversi, ed entrò nel Royal West Kent, lo stesso reggimento in cui aveva combattuto suo padre. Egli perse un occhio a causa di un cecchino tedesco in Nordafrica, e portò le schegge di una granata di mortaio tedesco in Italia, nei fianchi e nella pancia fino al giorno in cui morì. Il suo unico fratello fece parte di una squadriglia aerea della RAF e morì durante un incidente in addestramento. In cambio, sia mio nonno che una delle quattro sorelle di mio padre vennero uccise da bombe tedesche cadute du Londra. Mio padre era un tiratore scelto (vincitore del primo campionato per tiratori scelti in due anni, sebbene non avesse mai ricevuto un’istruzione da cecchino), e divenne il primo mitragliere del suo reggimento. Gli vennero confermate quaranta uccisioni di tedeschi, e almeno diverse dozzine di altre gli furono senza dubbio aggiunte nel suo lavoro di copertura dell’avanzata dei fucilieri.

Io stesso andai volontario nella Royal Artillery, e nel 1980 fui anche tra le truppe britanniche d’occupazione della Germania.

Avevo ogni probabilità di incontrare persone che avevano avuto un padre, un nonno, un fratello o un altro caro ucciso da mio padre, da mio nonno, o da uno dei suoi fratelli. In totale, poteva trattarsi di diverse centinaia di tedeschi finiti in quel modo. Il tedesco che aveva levato l’occhio a mio padre poteva trovarsi là, potevo ritrovarmi il nipote di uno dei soldati tedeschi che avevano ucciso i suoi zii.

A sentire la propaganda giudaica, avremmo dovuto odiarci l’un gl’altri a prima vista. Di certo non pareva vi fossero ragioni per aiutarci a vicenda.

La verità, naturalmente, è che come Nazionalsocialisti è proprio a causa delle due guerre mondiali che noi abbiamo così tanto in comune. Ci rendiamo pienamente conto della futilità di ogni ulteriore guerra tra di noi – come quella in Serbia oggi, in cui il premier britannico – Tony Blair - da perfetto valletto degli ebrei ci comunica allegramente il numero di ariani serbi uccisi dai bombardamenti degli ariani della NATO.

Abbiamo così tanti nemici in comune, che vogliono il nostro genocidio.

Dal primo momento in cui arrivai e mi unii alle diverse centinaia di tedeschi perlopiù giovani nella formazione del loro picchetto, mi fu fatto sentire di essere il benvenuto, non mi venne mostrata alcuna ostilità, e i tedeschi sembravano tutti sinceramente contenti di vedere qualcuno dalla parte dell’ex-nemico appoggiare la campagna a favore della giustizia per il soldato tedesco.

La stampa

Non cos’ la stampa tedesca, o, piuttosto, la stampa giudaico-tedesca. Non vi erano che pochissimi rappresentanti della stampa là, visto che la NPD viene sistematicamente oscurata dai media. I militanti di questo partito non sono forse dei tedeschi orgogliosi di essere tali? E ciò è una cosa non accettabile nella Germania di oggi. Molti dei reporter che si vedevano erano ovviamente ebrei e stavano intervistando una manciata di dimostranti rossi, chiaramente tossicodipendenti e allergici a sapone, rasoio e pettine, che venivano ascoltati come se fossero dei grandi oracoli. Vennero scattate poche fotografie ai membri dell’NPD, ma a nessuno venne rivolta la parola. L’NPD si è data per regola di non parlare in ogni caso con tali reporter, dato che molti commenti vengono sistematicamente riportati fuori del loro contesto.

Ciononostante, quando uno dei segugi ebraici della stampa vide il tatuaggio con l’Union Jack sul mio avambraccio, si fece avanti e mi chiese se ero inglese. Non essendo un membro dell’NPD, gli risposi ad una certa distanza. Certo che ero inglese. Ma allora che cosa ci facevo qui? I nazisti non avevano forse (un fugace spasimo facciale apparve sulla sua faccia) cercato di uccidere la mia famiglia nei loro raid aerei? No, gli dissi. Essi ci erano riusciti. E membri della mia famiglia avevano bombardato donne e bambini tedeschi in cambio. Allora, i tedeschi lì presenti non mi odiavano? Certo che no. Nessuno di noi volle la guerra, ma come cittadini dei nostri rispettivi paesi le nostre famiglie naturalmente risposero alla chiamata dei leader delle rispettive nazioni. La guerra era stata un errore, ma non imputabile ai soldati che la combatterono con coraggio da entrambe le parti.

Ma riguardo all’olocausto? (aspettavo tale domanda, e mi sorpresi solo del fatto che giungesse così in ritardo). Non era stata una cosa terribile? Sicuramente ingiustificabile sotto ogni punto di vista. Non potevo essere che d’accordo. L’uccisione di bambini , madri, vecchi innocenti. Terribile. La tortura che dovettero subire genti innocenti. Repellente. La deliberata messa a morte per fame di milioni di civili, il rifiuto di prestare cure mediche ai morenti, la legalizzazione della tortuta, la costruzione di campi di distruzione di massa nelle parti più civili d’Europa, e la disumanizzazione di coloro che facevano i guardiani, o che avevano solo un ruolo burocratico in ciò? Imperdonabile, e non deve succedere mai più. L’occupazione di una larga fascia d’Europa, e il tentato genocidio di un intero popolo, pianificato nei dettagli anni prima? Malvagio. Le pretese che ciò non sia mai avvenuto, e quelle persone che erano vicine o imparentate ai guardiani e che non sapevano nulla di ciò? Impossibile a credersi. Ma, lo assicurai, io stavo facendo quello che potevo per fare ammenda, e i tedeschi che avevo incontrato qui non avrebbero ripetuto contro di me i peccati del passato, e così avremmo potuto guardare ad un futuro più radioso insieme.

Lungo questo piccolo discorso (che mi ero già preparato prevedendo un’eventualità del genere) la faccia dell’ebreo era passata attraverso sorpresa, mistificazione, condivisione, shock, smarrimento e probabilmente una dozzina di altre conflittuali emozioni. Ad un punto si guardò anche attorno per vedere con quale gruppo di dimostranti stava parlando. Ma il commento finale che la Germania non aveva commesso nessuna di queste cose contro di me lo fece farfugliare per un momento. Anche alcuni dell’NPD si erano messi a guardare un po’ confusi, ovviamente nutrendo dubbi su chi fosse questo eccentrico inglese. Perché i tedeschi avrebbero dovuto perdonarmi? Di che cosa stavo parlando?

Con uno sguardo accuratamente studiato di totale innocenza (e un maggiore sforzo interno per non scoppiare a ridere) gli dissi che stavo parlando dei bombardamenti incendiari di Amburgo, Dresda e un migliaio di altre città tedesche, della politica di stupro usata dagli eserciti russi; della distruzione e del genocidio dei volksdeutsche nei Sudeti e in un terzo della Germania; dei campi messi su dalle truppe francesi e americane nella Germania "occidentale" che uccisero di fame e malattie più civili a guerra già conclusa di quanti ne fossero morti per tutte le cause in sei anni di battaglia; dell’incarcerazione di Rudolf Hess, il cui unico crimine era stato il cercare di fare la pace; dei volksdeutsche di Prussia, Slesia etc. a cui non è ancora permesso di tornare nelle loro terre native, né viene offerta loro alcuna compensazione, in diretta violazione degli altri crimini di guerra, ancora impuniti, ancora non risarciti.

Sguardi di confusione apparvero su tutte le facce. Ma l’espressione del giornalista divenne alquanto diversa da quella dei manifestanti del’NPD. Mentre questi sembravano veramente contenti e cominciarono a ridere, dall’altra parte si macinava rabbia.

Ma bisogna riconoscere i meriti dell’avversario: egli, da scafato professionista, si riprese subito. Mi aspettavo che esplodesse in una collera selvaggia (in verità era questo che speravo), invece egli rimase saldo e replicò che lui stava parlando de "L’OLOCAUSTO", non delle inevitabili sofferenze belliche che capitano sempre alle due parti in causa. (Una buona risposta, pensai). Gli dissi: "anch’io". Il tentato sterminio del popolo tedesco non era di certo un normale atto di guerra. No, egli intendeva parlare solo dei morti ebrei. Risposi che non sapevo nulla di ciò, dal momento che mi ero sempre interessato dei fatti storici e raramente ero andato a vedere i film hollywoodiani che hanno romanzato quegli avvenimenti. Poteva negare ciò? Egli mi disse allora che a quanto pare vi erano rimasti alquanti tedeschi in circolazione. Un intero paese. Non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione offertami. Gli chiesi affabilmente, se non vi era un intero paese di ebrei da qualche parte nel Medio Oriente. Al che egli abbandonò il discorso.

Per passare al perché mi trovassi là. Le colpe storiche o altro dell’esercito tedesco non erano affari della Germania e basta? Gli spiegai il perché avessi usato uno dei miei pochi week-end liberi per recarmi fino in Germania.

Un’Europa libera

Spiegai che la Germania era uno dei paesi più importanti del mondo, assieme all’America, alla Russia, alla Cina, al Giappone, e io credo anche alla Gran Bretagna. La sua economia e la sua posizione vitale nel centro dell’Europa fanno della Germania un attore di primo ruolo sulla scena mondiale. Ma la Germania è nell’esclusiva posizione di paese occupato – a occidente dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dall’America (sebbene essa sia un paese più potente di almeno due di questi ultimi, e, se fosse stata libera, molto probabilmente di tutti e tre) e a oriente da Polonia e Repubblica Ceca (e in una piccola area dalla Russia).

Spiegai che la Germania non ha libertà di movimento nelle questioni militari o di politica estera, e che è costretta a pagare compensazioni a tutti quelli che gliele chiedano, sotto la minaccia di ricatto morale.

Spiegai che il razzismo anti-tedesco è l’unica forma di razzismo rimasta, liberamente manifestabile, e che il popolo tedesco è costretto a strisciare e a scusarsi per ogni sbaglio attribuitogli, sia che l’abbia commesso oppure no. E che più di sedici milioni di tedeschi sono stati derubati della propria terra, e al contrario di ogni altro popolo spodestato hanno visto negato il diritto perfino di chiedere risarcimento.

Per una nazione potente essere costretti ad accettare una simile posizione è altamente pericoloso. Presto o tardi ciò esploderà (io spero presto, ma non lo dissi). Quando tale esplosione avverrà, la Germania domanderà non solo il posto che le spetta nel mondo, non solo il ritorno dei suoi territori, ma si aspetterà pure una compensazione di qualche tipo. Io avevo visto l’inevitabilità di questo meccanismo nella seconda guerra mondiale (dopo Versailles) e in Africa.

Il mondo può evitare una maggiore crisi europea semplicemente chiedendo scusa alla Germania e installando un tribunale internazionale che si occupi della questione onestamente. Nessun tedesco vuole niente di più. Nessun’altra nazione può offrire niente di meno. Ma minacciando, ricattando e umiliando la Germania, si innesca una miccia che porterà ad una maggiore esplosione. Suggerii che un’onesta risoluzione avrebbe concesso alla Germania la libertà da ogni ulteriore pagamento ad altre nazioni; un uso libero e lo sviluppo dell’esercito tedesco; il ritorno delle provincie storiche di Prussia, Slesia, Sudeti, Pomerania, assieme a garanzie per la loro attuale (ariana) popolazione (rinforzata, se necessario, da una forza di pace internazionale, ma temporanea e pacifica); scuse per i crimini di guerra alleati, e un riconoscimento che essi hanno avuto luogo (specialmente i campi impiantati su suolo tedesco dopo il maggio 1945) e in cambio un accordo dei tedeschi a non perseguire ogni sopravvissuto tra coloro che presero parte a tali atrocità; e infine, un seggio permanente della Germania al consiglio delle Nazioni Unite, assieme agli USA, alla Russia, alla Gran Bretagna, alla Francia e alla Cina. (Naturalmente, mi piacerebbe che la Germania avesse di più – un governo del NSDAP e un’unione con l’Austria sarebbero un buon inizio – come pure la fine delle Nazioni Unite, ma ciò di cui sopra era più che sufficiente come strada su cui proseguire.)

L’ebreo borbottò qualcosa tipo ringraziamenti per l’intervista e quanto fosse stata interessante, e se la svignò.

Epilogo

Naturalmente, niente venne pubblicato. Pochi giornali locali il giorno dopo contenevano trafiletti riguardanti la dimostrazione, con accanto colonne e colonne di citazioni del primo rabbino che avesse aperto bocca, e poche foto dell’NPD mostranti o alcuni anziani dimostranti ("soldati del Terzo Reich che non vogliono ammettere la loro colpa nonostante le prove così chiaramente mostrate" era il commento) o skinhead ("le nuove truppe d’assalto dell’estrema destra") sebbene tali due gruppi insieme componessero meno del 10% dei dimostranti.

Io però mi sono fatto diversi nuovi amici, il mio tedesco è migliorato considerevolmente (nonostante essi avessero pietà di un inglese e parlassero tutti un eccellente inglese), e gli assaggi dell’ottima birra di Colonia si sono sprecati. Ma soprattutto, un’eccellente escursione!

Ringraziamo questo camerata inglese per il suo articolo e sopra tutto per il suo attivismo. Inoltre, ringraziamo i camerati che hanno tradotto e impaginato questo e gli altri articoli per le edizioni nelle varie lingue. Camerati da tutto il mondo lavorano insieme nel NSDAP/AO. Questa è la vera solidarietà bianca in azione!

Notizie del movimento

Mosca

Traduciamo regolarmente NS KAMPFRUF in russo per tutti i nostri camerati dell’UNIONE NAZIONALE RUSSA (RNU). Alcuni articoli appaiono anche in altri giornali patriottici qui in Russia.

Gli ebrei stanno conducendo attacchi alle loro stesse sinagoghe, incendiari ed esplosivi – evitando accuratamente di creare grossi danni – per poi imputarli a noi. A ciò seguono i raid polizieschi. Essi hanno perfino inscenato un attacco dentro una sinagoga.

E’ fin troppo ovvio chi guadagna da tutto ciò. Sempre più gente sta rendendosi conto di questi trucchi.

Stoccarda

Nonostante la marcia di Brema sia stata proibita, calcolavamo che gli avvocati del NPD potessero rovesciare il divieto come avevano fatto l’ultima volta. La polizia fece ritardare il nostro bus per due ore, ma poi finalmente ci mettemmo in marcia. Alle 07:30 ricevemmo la brutta notizia che il divieto rimaneva in vigore.

La polizia seguì il nostro bus e non ci permise nessuna alternativa. Comunque, altri camerati hanno avuto più successo, tenendo simultaneamente diverse dimostrazioni con anche fino a 500 partecipanti.

In tutto, sono state mobilitate manifestazioni nazionaliste per un totale di 5000 partecipanti!

La polizia ha compiuto raid nei quartier generali del NPD, condotti in maniera selvaggia – ad un membro del personale del NPD è stata puntata una pistola alla testa (!) – e facendo considerevoli danni materiali.

Noi nazional socialisti non cederemo mai!

Olanda

Un testimone oculare racconta che circa cinquanta camerati olandesi e tedeschi hanno tenuto con successo una marcia in memoria di Rudolf Hess in Olanda il 31 luglio.

Sia la polizia che i rossi sono stati colti di sorpresa. Non ci sono stati arresti o feriti.

Congratulazioni!

Austria

Dopo sette anni e mezzo come prigioniero politico in Austria per attività non violente, il nostro esemplare camerata Gottfried Küssel – uno stretto collaboratore sia di Michael Küssel che di Gerhard Lauck – è stato finalmente scarcerato il 31 luglio scorso. Buona fortuna, Gottfried!

Danimarca

Il DNSB ora possiede un SECONDO edificio adibito a quartier generale. Ci congratuliamo con i nostri camerati danesi per questo grande progresso! Il DNSB inoltre conduce l’unica stazione radio apertamente nazional socialista nel mondo.

Cerchiamo

Libri e periodici del Terzo Reich oltre a registrazioni originali (pre-1945) con marce tedesche.

Camerati che scrivono correntemente (non necessariamente parlano) una lingua straniera e intendono fare traduzioni.

Attivisti internet che compilino e disseminino informazioni.

NSDAP/AO: PO Box 6414, Lincoln, NE 68506 USA

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